Personal Branding per Manager: tutto quello che devi sapere

Stefano Pisoni

Stefano Pisoni

Digital Strategist & Growth Hacker

Personal Branding Per Manager

Perché oggi il personal branding per manager è un argomento così discusso nel B2B?

Imprenditori, manager e responsabili aziendali possono davvero sfruttare la propria immagine per espandere la rete commerciale dell’azienda? E in che modo un manager dovrebbe sviluppare un personal branding per portare al successo la sua azienda o un brand?

Te lo voglio spiegare in questo articolo.

Qui ho raccolto alcuni consigli sul personal branding verticalizzato per figure manageriali e strategie di cura dell’immagine personale per vendere un marchio, un prodotto o un servizio.

Rivediamo la teoria del personal branding per applicarla al manager

Se sei un manager, un consulente d’azienda, un businessman o un professionista, sicuramente avrai già sentito parlare di personal branding.

Ma se è la prima volta che senti questo termine, non preoccuparti, ti spiego velocemente di che si tratta.

Fare personal branding significa gestire in maniera strategica il proprio brand professionale. È qualcosa che vale per tutti coloro che decidono di aumentare il profitto dell’azienda o dell’impresa, puntando sulla propria persona e sulle competenze.

Se sei interessato a capire meglio le sue dinamiche, qui ho approfondito il significato di personal branding

Nel primo periodo di esplosione dei social network, i manager d’azienda difficilmente sono stati capaci di sfruttare la visibilità sul web per raggiungere i target aziendali. Tantomeno di lavorare sulla propria immagine. Secondo L’ IBM Global CEO Study, fino al 2014 la maggior parte dei dirigenti non prendeva sul serio le potenzialità dei Social Media.

Spesso sono invece incappati in situazioni tutt’altro che comode per il brand. Ma in pochi anni l’approccio è cambiato. I manager d’azienda sono ormai persone fuori dalla generazione dei baby boomers: business man e dirigenti si dichiarano totalmente a proprio agio con le nuove tecnologie.

Per questo motivo, se sei un manager, non è più sufficiente preoccuparsi della reputazione e del posizionamento online della tua azienda, ma anche di quella della tua immagine personale.

Executive branding, quali novità per il personal branding per il manager?

In apparenza nessuna. 

Il personal branding è qualcosa a metà strada tra marketing e strategie di business. Quando lo si applica al manager, non c’è niente da stravolgere. Il personal branding per il manager altro non è che una tecnica di empowerment della reputazione personale per profili professionali di alto livello.

Così come per i liberi professionisti, i freelance e i consulenti, il processo di sviluppo del personal branding per un manager ha come obiettivo quello di mettere in risalto le proprie capacità e qualità. Un manager dovrebbe trasmettere e comunicare efficacemente il suo modo di pensare e agire per migliorare la sua immagine e la sua professionalità.

Da qui si sviluppa quello che negli States definiscono Executive Branding. Ovvero il percorso di valorizzazione dell’unicità e dei punti di forza del personal branding, ma modellato per il manager.

Partiamo dal presupposto che fare personal branding significa comunicare in maniera efficace perché facciamo quello che facciamo. Il personal branding ti serve a presentare agli altri – o meglio, al tuo pubblico – quello che sai fare e perché lo sai fare nel miglior modo possibile. 

E in questo, un manager, un responsabile di divisione o un quadro aziendale rilevante, si adatta perfettamente alle potenzialità del personal branding.

Il motivo? Se sei un manager, hai tutte le carte per farti riconoscere dalla tua audience come Thought Leader. Te ne parlerò meglio più avanti. Ma sappi fin da ora che l’obiettivo finale del personal branding per un manager è quello di diventare un punto di riferimento nel proprio settore.

Le implicazioni, le dinamiche e le opportunità di branding per coloro che rappresentano un’azienda sono un po’ diverse dalle persone che promuovono “solamente” se stesse. 

Perché un manager dovrebbe fare personal branding?

Il termine personal branding è stato coniato nel 1997 da Tom Peters, CEO di FastCompany, nel suo famoso articolo The Brand Called You.

The Brand Called You Tom Peters Personal branding per il manager Stefano Pisoni

Nel suo articolo, Peters sosteneva che, qualsiasi sia la tua estrazione sociale o professione, di fatto tu sei l’unico CEO, AD, Marketing Chief e Presidente dell’azienda “Io SpA”. In pratica io, tu, tutti noi, siamo gli unici responsabili della nostra reputazione. La tua reputazione e la tua credibilità migliorano o peggiorano in relazione alla qualità del lavoro che hai svolto e che svolgerai. 

Ciò vale ancor di più se sei un manager.

Oggi ci siamo spostati da un modo di fare business centrato sul prodotto, verso un approccio cliente-centrico al mercato. Per questo motivo, il brand di un’azienda ha bisogno di avvicinarsi ancora di più alle persone. 

L’unico modo per assolvere questo scopo è quello di parlare alle persone con le persone. I brand raccontano le persone che ci lavorano al suo interno e viceversa, le persone e i manager o gli imprenditori soprattutto, hanno la responsabilità di comunicare con il loro linguaggio le proprie referenze e ciò che stanno facendo per migliorare la vita degli altri. 

Ma perché tutto questo risulta così difficile per un imprenditore, un businessman o un manager? 

Perché, come spesso accade, sei talmente preso dalla routine aziendale che credi di non avere il tempo per pensare a te stesso come un brand. Sei talmente sfiancato dal ritmo frenetico che non riesci o non vuoi pensare a come costruire la tua immagine per vendere.

Quali obiettivi dovrebbe avere un manager il personal branding?

Lo scopo del personal branding per un manager è affermarsi come esperto del settore.

Questo ti permette di emergere sulla concorrenza per competenze e valori. Creando un’immagine online professionale, competente, coerente con il tuo ruolo e la tua azienda, non fai che preparare il terreno per coltivare le relazioni professionali che spostano il fatturato. 

Fare personal branding per un manager vuol dire puntare a sviluppare un business networking capace di agevolare i rapporti commerciali tra aziende.

In un’era in cui il brand è sempre connesso con i clienti e il consumatore finale, non ti sembra un po’ “surreale” avere a che fare SOLO con delle impersonali pagine aziendali su LinkedIn o Twitter? Non sarebbe molto meglio relazionarsi direttamente con referenti e prospect? Dialogare e stimolare un contatto con persone in target con la tua audience?

L’obiettivo del personal branding di un manager è quello di essere il Brand Ambassador della propria azienda

Come fare personal branding se sei un manager

Andiamo per step. Cosa deve fare un manager prima di iniziare a fare personal branding?

Caratteristiche e attività Personal branding per il manager Stefano Pisoni

1. Visione chiara degli obiettivi personali

Prima di tutto, è bene che tu abbia una chiara visione dei tuoi obiettivi personali e professionali. Prendi in considerazione tutte quelle peculiarità – e potenzialità – che derivano dal ruolo manageriale che ricopri in azienda. E dal settore in cui essa opera.

Il personal branding si basa infatti su un’attenta analisi dei propri valori. In base a questi, deciderai di allineare il tuo comportamento e prenderai le tue decisioni, piccole o grandi che siano. 

Prima di costruire il suo brand, dunque, un manager deve individuare i suoi valori, definendo in modo preciso quelli che sono gli aspetti più importanti per lui. Sposa una causa a te cara e di rilevanza nel tuo settore e portala avanti finché morte non vi separi!

2. Non avere paura di osare

Uno degli aspetti che spesso scoraggia un manager dall’intraprendere un percorso di personal branding è quello di aver timore di osare

Non è affatto scontato provare timore quando si approccia una nuova esperienza. Soprattutto dopo essere rimasti ancorati a convinzioni e metodi di lavoro che sono il retaggio di una lunga carriera. 

Ti faccio un esempio. 

Un manager che vuole fare personal branding è bloccato dal falso mito per cui la visibilità non è altrettanto importante quanto la competenza. “Ho sempre ottenuto risultati lavorando sodo e senza annunciare ai quattro venti i miei successi”. 

Oppure dall’idea che il brand aziendale non abbia bisogno del supporto del personal branding di un suo dipendente, ancor meno se questo è un profilo dirigenziale.

Il manager di solito pensa che esporre la propria immagine, possa causare danni non solo alla sua azienda ma anche a se stesso. Questo blocco mentale è dovuto al cattivo approccio al personal branding, in particolare quando non è stata studiata una strategia a monte.

In questa guida ho approfondito alcune strategie che ti possono aiutare a capire meglio come progettare un percorso di crescita con il personal branding su LinkedIn, utile soprattutto se sei un manager che lavora nel B2B.

3. Inizia a pensare come un brand

Un manager o un professionista che occupa posizioni di rilievo all’interno di un’azienda vive tutti i giorni situazioni pratiche particolarmente rilevanti per il suo pubblico. Il punto è che in pochi lo sanno

Ed è da questo concetto che devi iniziare a costruire la tua strategia di personal branding.

È fondamentale che tu inizi a considerarti come un media e sviluppare una propensione naturale alla condivisione online di best practice, casi studio di successo e suggerimenti su come risolvere situazioni complicate in azienda.

Impara a comunicare una Unique Selling Proposition (una proposta di valore unica) inequivocabile. Condividi approfondimenti e contenuti con commenti brillanti e ricchi di spunti interessanti. Prova a pubblicare articoli di valore scritti da te. 

Tutto questo, se fatto correttamente, ti porterà ad avere un’eccellente reputazione sul web.

4. Thought Leader, ovvero come essere un punto di riferimento

Come ti ho spiegato sopra, pensare come un brand vuol dire progettare una comunicazione che mira a condividere valore. In questo senso, la reputazione di un manager gioca un ruolo fondamentale.

L’evoluzione dell’online ha totalmente modificato le regole della competizione offline. Oggi un manager non può permettersi di “latitare” sul web perché tanti suoi “colleghi” sono pronti a mettersi in luce come punto di riferimento nel settore. E questo porta delle conseguenze offline, nella vita reale.

Essere thought leader significa fornire risposte esaustive alle richieste dei tuoi clienti. Nelle forme e sui canali in cui essi lo richiedono.

Nel video qui sotto, Mitchell Levy – uno dei più autorevoli esperti di personal brand e credibilità – spiega nel corso di uno dei suoi TEDx i concetti di essere te stesso, ascolto attivo, e come definire una audience corretta per una strategia di thought leadership.

Perché un manager è il miglior profilo su cui sviluppare una strategia di thought leadership? 

Semplice! Da quando la tua azienda esiste, ti sei sempre occupato di quegli argomenti. Per cui, chi meglio di te ha nelle mani la soluzione ricercata dai tuoi clienti o prospect? 

E LinkedIn è il social network per eccellenza per il personal branding di un manager. Il contesto professionale è tagliato apposta per facilitare i professionisti (ancor meglio se altamente specializzati) a mettere in mostra le proprie capacità.

Personal branding per manager, perché non iniziare subito a lavorarci?

Se sei un manager o un responsabile d’azienda e ti va di scoprire come migliorare la tua immagine professionale su LinkedIn, o se vuoi entrare in connessione con il tuo target Clienti grazie al tuo personal brand, ti consiglio di approfondire leggendo questa guida

Inizia fin da subito ad impostare la giusta strategia per te.

A presto!

Stefano

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