LINKEDIN POD: COSA SONO E COME USARLI CORRETTAMENTE

Stefano Pisoni

Stefano Pisoni

Digital Strategist & Growth Hacker

LINKEDIN POD

Cosa sono i LinkedIn POD?

Se segui il mio blog o hai letto qualche mio contenuto su come fare migliaia di views con i post su LinkedIn, probabilmente mi hai sentito citare i LinkedIn POD.

I Pod sono dei gruppi dove chi partecipa si scambia commenti e mi piace su LinkedIn, in modo tale da supportarsi a vicenda e dare più visibilità ai post.

(a fine guida, se ti interessa, troverai due inviti ai LinkedIn POD gestiti da me, ma non saltare alla fine, è importante che prima di chiedere l’accesso leggi questa guida)

I POD possono esserti d’aiuto per ottenere più visibilità su LinkedIn?

Certo, a patto che tu inizi ad usarli correttamente, inserendoli in una strategia utile per la tua azienda o il tuo personal brand.

Come funzionano?

Il funzionamento è molto semplice.

Tu commenti e metti like ai post degli altri utenti nei POD, loro commentano e mettono like ai tuoi.

Questo, soprattutto se avviene nella prima ora che segue la pubblicazione del tuo post, fa pensare a LinkedIn di avere un post che ottiene molto engagement, di conseguenza sarà interesse per l’algoritmo di LinkedIn dare visibilità al tuo post.

Ci sono due tipologie di POD.

Manuali

Crei un gruppo su whatsapp, su telegram o dove preferisci, ognuno dei partecipanti condivide i suoi post e manualmente gli altri li commentano.

Questa sarebbe la scelta migliore in assoluto, ma nel 99% dei casi il progetto fallisce perché nessuno ha tempo o commenterà i tuoi post poco dopo che verranno pubblicati.

Automatici

I pod automatici esistono da relativamente poco tempo, la funzione è la stessa, ma come dice il nome, automatizzano le interazioni.

Ovviamente hanno dei pro e dei contro, vediamoli insieme:

1) PRO

Siccome nessun partecipante del POD dovrà fare operazioni manuali (ci pensa il POD a fare i commenti e interagire) avrai interazioni con costanza non appena pubblicherai i contenuti.

2) CONTRO

D’altra parte, i pod automatizzati tendono ad apparire falsi, vale a dire che una persona informata può facilmente determinare se si stanno utilizzando pod automatizzati.

Questo capita soprattutto perché la maggior parte degli utenti non sa utilizzare bene i POD (o non ha voglia di farlo correttamente)

Cosa intendo?

Intendo che siccome sarà l’utente che pubblica il contenuto nel POD a scegliere i commenti che riceverà, spesso per mancanza di tempo o voglia selezionerà i commenti predefiniti.

Ecco che improvvisamente appariranno una serie di “wow” “great” “complimenti” o una serie infinita di GIF.

Questo è controproducente per 2 motivi:

Il primo è che sarà facile, per un utente minimamente informato, capire che si sta utilizzando un POD.

Il secondo è che, visto che questi commenti non favoriscono una risposta, limiteranno ulteriormente l’interazione.

Ecco una serie di suggerimenti che mi sento di darti per utilizzare i POD al meglio.

A) Unisciti ai pod nella tua lingua.

Perché?

Perché se ottieni tanti commenti in lingua straniera, oltre ad essere poco credibili, l’algoritmo tende a mostrare i contenuti alle reti di persone che interagiscono con i tuoi post.

Avrebbe poco senso quindi che i tuoi post vanno virali su un’audience inglese, se, ad esempio, il tuo target è l’Italia e il tuo post è in italiano.

B) Sforzati di inserire commenti sensati e domande intelligenti

Questo è fondamentale, perché ti permette di scrivere dei commenti che son degli approfondimenti del tuo post.

Inoltre questo tipo di commenti sembra molto reale e fa scaturire ulteriori interazioni.

Quindi, non utilizzare MAI i commenti di default inseriti da Lempod o altri pod.

C) Bilancia il rapporto commenti/like

Ti capita di vedere dei post con 150 like e 0 commenti?

Secondo te quei 150 like come sono stati ottenuti? Con un POD (e usato pure male)

Ok, ora che lo sai possiamo andare avanti.

Inoltre, agli occhi dell’algoritmo di LinkedIn un commento vale molto più di un like (e ultimamente anche le condivisioni stanno diventando molto molto importanti)



Siamo giunti alle battute conclusive di questo articolo.

I POD sono senza ombra di dubbio uno strumento valido per dare la traction iniziale ai tuoi post, ma devono essere utilizzati con la testa.

Anche il contenuto che andrai a “boostare” sarà di fondamentale importanza.

Deve essere inserito in una strategia che ti permetta di stimolare ulteriormente i commenti e le interazioni una volta che il tuo post avrà ottenuto quel boost di commenti iniziale che ti permetterà di fare tante views.

Quindi

CONTENUTO DI VALORE + POD + CALL TO ACTION NEL POST = Migliaia di view (e decine di possibili opportunità ottenibili grazie alla visibilità che otterrai)

Quindi, prima di iscriverti a dieci pod e ottenere decine di commenti inutili che serviranno solo ad alimentare il tuo ego, pensa a come creare contenuti di valore per la tua audience.

Mettiti in discussione, chiedi alle tue connessioni cosa vorrebbe imparare o sapere da te e poi crea dei contenuti che siano di grande interesse per loro.

Poi, una volta che avrai il tuo contenuto di valore, usa i POD per massimizzare le visualizzazioni del tuo contenuto.

Ma ricorda, parti SEMPRE dal contenuto.

SEMPRE!

Poi usa i POD in maniera intelligente.

Alla prossima!
Stefano

PS vuoi accedere ai miei POD? Te ne consiglio due, ma prima ecco le regole (oltre a quelle che ho spiegato sopra).

L’obiettivo è di creare pod di qualità quindi:

– non saranno ammessi commenti banali/stupidi tipo “wow”, “figata”, “boom baby”

– non saranno ammessi post di pagine aziendali

– tutti dovranno abilitare SIA like CHE commenti (chi vuole solo ricevere senza dare, verrà bannato)

Ecco i codici:

LEMPOD – Usa il codice “8678

PODAWAA – Usa il codice “c8zpkncum2hiwsarxgni5”

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