Email Marketing: 10 Strategie per avere un tasso di consegna superiore al 95%

Stefano Pisoni

Stefano Pisoni

Digital Strategist & Growth Hacker

email marketing

Oggi parliamo di email marketing.

Il tasso di consegna email è il classico ostacolo che si frappone tra te e il tuo pubblico.

Immagino tu sappia già che oltre il 21% delle email di tutto il mondo non arriva mai alle caselle di posta dei destinatari.

Se non puoi contare su un buon tasso di consegna delle email, i tuoi contatti non riceveranno mai i tuoi messaggi di posta.

Ciò significa ridurre notevolmente l’efficacia delle tue campagne di email marketing (e delle tue strategie di marketing in generale, perché se leggi il mio blog sai quanto penso sia importante utilizzare le email in una strategia di nurturing delle tue leads)

Inoltre, se non monitorato adeguatamente, il tasso di consegna email continuerà a influire negativamente sulla tua capacità di inviare qualsiasi tipo di messaggio di email marketing.

Secondo uno studio di Omnisend, la tua azienda dovrebbe puntare a raggiungere un tasso di consegna email non inferiore al 95%. Come fare email marketing correttamente?

In questo articolo, ti indico i principali fattori che ti permettono di migliorare il tasso di consegna delle tue email verso i tuoi prospect o clienti.

Che cos’è il tasso di consegna email?

Con tasso di consegna delle email, si indica il numero di email che vengono consegnate nelle caselle di posta dei contatti a cui stai inviando i tuoi messaggi, rispetto al numero totale di email spedite in un singolo invio.

Di solito questo dato viene riportato in percentuale. Più alto è il numero, migliore è il tuo tasso di consegna di posta elettronica.

Cosa influenza la consegna della posta elettronica?

La consegna delle tue email può essere influenzata da una serie di fattori, tra cui:

  • La reputazione del mittente
  • Il contenuto delle tue email
  • Il servizio di email marketing a cui ti affidi
  • La fonte del contatto email a cui invii il messaggio

Perché alcune delle mie email non vengono recapitate?

Ci sono alcuni punti chiave da smarcare per dissipare ogni dubbio sul tasso di consegna delle tue email.

Prima di tutto, controlla la frequenza di rimbalzo dei messaggi di posta elettronica.

La frequenza di rimbalzo (conosciuta anche come bounce rate) delle email aumenta quando un determinato messaggio non viene inviato a un destinatario a causa di problematiche riscontrate dal tuo provider di servizi email.

Quando si verifica un bounce? Esistono due tipi di rimbalzo: soft bounce e hard bounce.

Senza entrare in tecnicismi, ecco alcune differenze tra i due “bounce”:

HARD BOUNCESOFT BOUNCE
indirizzo email non valido
es. fwofhwofhw@ovwjvo.com
casella di posta in arrivo piena (l’utente ha raggiunto il limite massimo di messaggi ricevibili) 
indirizzo email inesistente
es. steffanopisoni@hotmail.it
il server era bloccato nel momento di consegna dell’email
l’email era troppo pesante per poter essere consegnata all’indirizzo del destinatario

Perché il tasso di rimbalzo influisce sul tasso di apertura delle tue email?

Il bounce rate influisce sulle percentuali complessive di consegna, in quanto frequenti rimbalzi (in particolare hard bounce) portano a inserire il tuo indirizzo IP in una black list di mittenti.

Campaign Monitor consiglia di mantenere un bounce rate almeno inferiore al 2%.

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Ecco un piccolo recap di ciò che dovresti tenere d’occhio per mantenere un buon tasso di consegna email:

  • Contatti email dei destinatari: dovresti averli raccolti tu stesso richiedendo il permesso esplicito ad essere contattati (se lo hai fatto con un doppio opt-in, anche meglio!);
  • Un tasso di abbandono contenuto: la percentuale delle persone che annullano l’iscrizione alle tue email o newsletter;
  • Un buon tasso di apertura: secondo Campaign Monitor, la percentuale della email aperte sul totale di email spedite in un singolo invio dovrebbe essere tra 15-25% ;
  • Un basso tasso di rimbalzo: come detto prima non superiore al 2%.

Email Marketing Best practice

Come aumentare il tasso di consegna delle tue email

1. Evita i filtri antispam

I filtri antispam vengono utilizzati dalla maggior parte dei provider di servizi di posta elettronica e potrebbero impedire alle tue email di arrivare nella casella postale di un iscritto per una serie di motivi.

Sono progettati per rilevare email indesiderate e potenzialmente pericolose secondo determinati criteri. Nonostante la tua email rispetti le autorizzazioni al trattamento dei dati, questa può essere rilevata e catturata dai filtri antispam che ne impediscono la consegna sulla cartella principale del destinatario.

Quello che puoi fare, è una serie di attività che troverai nel resto di questo articolo, come ad esempio mantenere pulito il tuo elenco di iscritti e assicurarti di avere le giuste autorizzazioni al contatto.

Le persone potrebbero contrassegnare la tua email come spam e questo è un segnale che il tuo provider di posta elettronica tiene in considerazione quando si tratta di consegnare la tua nuova campagna email. 

Sapevi che il 43% delle persone contrassegna le email come spam solo perché non riescono a individuare facilmente il link di disiscrizione o il processo per farlo è troppo complicato?

2. Autenticazione email

L’autenticazione e la convalida dell’email è un insieme di standard che è possibile impostare per verificare che il proprio indirizzo email sia esistente e reale. 

Viene generalmente utilizzata per bloccare i tentativi di email phishing e spam che utilizzano metodi fraudolenti per inviare messaggi di posta elettronica massivi.

L’impostazione del set base standard di autenticazione (Sender ID, SPF e DKIM) può essere eseguita all’interno del tuo provider di email marketing e il processo può variare in base al tool utilizzato ma anche se sembra una cosa molto tecnica e complicata, se segui le istruzioni del tuo provider è un’operazione molto semplice e veloce.

3. Utilizza un indirizzo IP dedicato

La maggior parte dei principali provider di servizi di posta elettronica, come Mailchimp, Sendinblue, Campaign Monitor, Mail Up o Hubspot, fornisce come impostazione predefinita un IP (protocollo Internet) condiviso. 

In questi casi, la reputazione del mittente email è la sommatoria della reputazione di tutti gli utenti sullo stesso IP. I provider di servizi di email marketing lavorano per tenere alta la reputazione di dominio con tariffe del servizio elevate. Questo per garantire che i clienti premium non siano penalizzati da IP “sporchi” o di bassa reputazione.

L’uso di un indirizzo IP dedicato ti consente di avere un unico indirizzo IP solo per il tuo dominio. Questo è utile nel caso in cui invii molte email (oltre 100.000 messaggi a settimana). Se sei un mittente ad alto volume di invii email, un IP dedicato ti offre un maggiore controllo sul tasso di consegna. 

Ricordati che l’indirizzo IP dedicato è un servizio aggiuntivo per tutti i pacchetti forniti dai provider di servizi di posta elettronica.

4. Crea un sottodominio dedicato per l’email marketing

Un sottodominio è il prefisso del tuo dominio. Ad esempio, la parola “maps” in maps.google.com è un sottodominio.

L’uso di un sottodominio come sender email dedicato aggiunge un livello di protezione alla reputazione del mittente. Utilizzando sottodomini diversi per ogni tipo di email che invii – ad esempio avere un sottodominio dedicato per il supporto e un altro per il marketing – significa che eventuali errori, hard bounce o altre anomalie non influiranno sulla reputazione del tuo dominio mittente.

Se invii messaggi di posta elettronica a livello globale, questa soluzione può esserti utile per suddividere i tuoi messaggi per regione o paese.

Ad esempio, il retail Urban Outfitters invia le email dei programmi reward dall’indirizzo urbanoutfitters@email.urbanoutfitters.com mentre le indagini sulla soddisfazione del cliente da urbanoutfitters@f.urbanoutfitters.com.

5. Mantieni pulita la tua lista email

Una buona pulizia della lista di destinatari è essenziale per mantenere alti tassi di consegna email. Assicurati che gli indirizzi a cui invii le tue email siano attivi. E che possano essere segmentati in campagne email personalizzate.

Ricordati che, prima di potergli scrivere, devono aver concesso il permesso di ricevere email dalla tua casella.

Anche l’ingaggio via email di contatti “erronei” (in questo caso contatti indesiderati e non impegnati) può portare a una cattiva reputazione del mittente, tassi di apertura deludenti e possibili denunce di spam. 

Tutti questi fattori contribuiscono a ostacolare la consegna delle tue email. Perciò ti consiglio vivamente di costruire una lista di iscritti reali ed esistenti.

Cosa dovresti eliminare dalla tua lista di iscritti?

  1. Un contatto con un frequente soft bounce;
  2. Un contatto segnalato spesso come hard bounce;
  3. Un contatto che non apre mai le tue email;
  4. Contatti che non hanno aderito confermato l’iscrizione alla tua lista

Se hai una lista di tue leads a cui vuoi inviare email ma non sei sicuro della sua attendibilità o è passato diverso tempo dall’invio dell’ultima mail, usa un tool come https://www.usebouncer.com/ per pulire la tua lista dalle email sbagliate o inattive.

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6. Usa un filtro sull’engagement

I contatti inattivi danneggiano le tue campagne di email marketing. Non solo potrebbero influire negativamente sulla reputazione del mittente e quindi sulla consegna delle email. Ma non sono affatto un toccasana per le tue metriche di email marketing.

La migliore soluzione? Prima di tutto filtrali e prova a circoscriverli in un sottogruppo di invio.  Il filtro sull’engagement può essere applicato all’interno del tuo gestionale di email marketing e comporta la creazione di un flusso di lavoro per identificare quali contatti non sono attivi.

Puoi utilizzare campagne o elenchi specifici o coinvolgere questo specifico target di iscritti. Analizza e confronta i tempi di attività, ad esempio nell’ultimo anno e nell’ultimo mese, per identificare le tendenze e studiare meglio eventuali lacune di comunicazione (vedi meglio al punto 9).

Inoltre, la maggior parte dei tool di email marketing ti da la possibilità di filtrare i contatti inattivi negli ultimi 3,6,9,12 mesi, usa questa funzione!

Qualità > Quantità

7. Crea una tua email policy

Una volta terminata una pulizia iniziale dei contatti inattivi, puoi trasformarla in un’attività “di routine”, per mantenere le tue liste costantemente integre.

La creazione di una chiara policy, secondo la quale si eliminano regolarmente i contatti che non soddisfano criteri specifici, consente di mantenere in salute le liste e inviare le tue email solo agli iscritti realmente coinvolti.

Quale criterio utilizzare? Generalmente si fa una selezione sulla base del numero di aperture in relazione a uno specifico periodo di tempo. Ad esempio, tutti i contatti che non hanno aperto una newsletter in 3 mesi.

8. Testa le tue email

Dopo aver creato l’email perfetta, non dimenticare di testarla per assicurarti che abbia la reazione che volevi sui tuoi iscritti.

Un A / B test ti consente di inviare due versioni della stessa email a un piccolo sottoinsieme del tuo elenco iscritti. Una volta che il tuo provider di posta elettronica ha collezionato abbastanza dati da un invio iniziale, è in grado di spedire l’email “vincente” tra i due test al resto dell’elenco. 

Per “vincente” si intende l’email con la miglior performance, scelta in base a una serie di parametri di engagement. Piccolo consiglio: è sempre meglio testare solo un elemento alternativo alla volta. Solo così saprai cosa ha reso quel messaggio più efficace.

(ti consiglio di partire testando l’oggetto della mail e usare un tool come https://www.mail-tester.com/ per controllare lo score delle tue email)

9. Personalizza le tue campagne di email marketing

Garantire che i contenuti siano pertinenti per il tuo pubblico significa personalizzare la comunicazione. Personalizzare le tue email di marketing ti consente di essere specifico con il tuo messaggio. Riesci a cogliere meglio le particolarità e gli aspetti univoci del tuo target. Come desideri, bisogni e punti deboli al fine di aiutarli nella conoscenza del prodotto o servizio.

La personalizzazione delle email, non solo riduce la probabilità di essere considerato come mittente spam, ma può anche avere un effetto positivo sulle vendite. Secondo Accenture, il 91% delle persone ha maggiori probabilità di acquistare da aziende che inviano email personalizzate.

10. Usa un nome mittente adeguato

La maggior parte degli strumenti di email marketing ti consente di personalizzare il tuo nome mittente anche a seconda delle campagne email che invii ai tuoi iscritti.

Il vantaggio è che quando invii costantemente email con lo stesso nome mittente, puoi stabilire una relazione con il destinatario. Quest’ultimo si aspetterà una mail da te con il nome che hai scelto e saprà fin da subito riconoscerne il contenuto prima di averla aperta.

L’uso di un nome “umano” funziona bene e ti consente di rendere il messaggio più colloquiale e riconoscibile. Ti faccio qualche esempio. 

Puoi utilizzare nomi mittente diversi, in base a questi tipi di contenuti:

  • Messaggi chiave sull’azienda, su aggiornamenti di prodotto o sul business, possono essere inviati con il nome del CEO, MD o AD.
  • Le campagne di marketing di prodotto dovrebbero provenire dal tuo Product Manager
  • “I migliori suggerimenti” e le campagne di best practice dovrebbero provenire dalla persona che si occupa di quest’area, ad esempio, dal tuo responsabile marketing

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A presto,
Stefano

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